LGBTQIA+ EQUALITY

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In tutto il mondo, le persone sono sotto attacco per ciò che amano, per come si vestono e, in definitiva, per ciò che sono.

In troppi paesi, essere lesbiche, gay, bisessuali, transgender o intersessuali (LGBTQIA+) significa subire una discriminazione quotidiana.

Questa discriminazione potrebbe essere basata sul tuo orientamento sessuale (da chi sei attratto); identità di genere (come ti definisci, indipendentemente dal tuo sesso biologico), dalla tua espressione di genere (come ti vesti, come porti i capelli o il trucco) o dalle caratteristiche sessuali (ad esempio, i tuoi genitali, cromosomi, organi riproduttivi o livelli ormonali.)

Dagli insulti al bullismo, dalla negazione di un lavoro o di un’assistenza sanitaria adeguata alla violenza. Il modo in cui si mette in atto la discriminazione è ampia e può arrivare in certi paesi alla pena di morte.

In troppi casi, le persone LGBTQIA+ vengono molestate per le strade, picchiate e talvolta uccise, semplicemente per quello che sono.

Un’ondata di violenza contro le persone trans ha causato la morte di centinaia di persone, molte persone intersessuali in tutto il mondo sono costrette a sottoporsi a interventi chirurgici pericolosi, invasivi e completamente inutili che possono causare effetti collaterali fisici e psicologici per tutta la vita.

L’orientamento sessuale e l’identità di genere sono aspetti integrali di noi stessi e non dovrebbero mai portare a discriminazioni o abusi.

L’attività sessuale tra persone dello stesso sesso è un crimine in 70 paesi e arriva alla condanna a morte in nove paesi, tra cui Iran, Arabia Saudita, Sudan e Yemen. E anche dove queste leggi restrittive non vengono effettivamente applicate, la loro stessa esistenza rafforza i pregiudizi contro le persone LGBTQIA+, facendole sentire abbandonate, prive di diritti e di protezione contro molestie, ricatti e violenza.

Tutti dovrebbero essere in grado di sentirsi orgogliosi di ciò che sono e di chi amano.

DA RICORDARE

  • La metà delle persone LGBTQIA++ (52%) ha dichiarato di aver sofferto di depressione e ansia

  • Una persona LGBTQIA+ su otto ha subito una qualche forma di trattamento discriminatorio da parte del personale sanitario perché è LGBTQIA+

  • Una persona trans su cinque ha subito pressioni per accedere ai servizi atti a sopprimere la propria identità di genere.

  • Solo la metà delle persone lesbiche, gay e bisessuali (46%) e trans (47%) si sente a libera di esprimere il proprio orientamento sessuale o identità di genere a tutti i componenti della famiglia.

  • La metà delle persone LGBTQA+ nere e appartenenti a minoranze etniche ha subito discriminazioni o maltrattamenti da parte di altri nella comunità LGBTIQ(*) locale a causa della loro etnia

  • Un terzo delle persone religiose lesbiche, gay e bisessuali e una persona transessuale su quattro, nasconde la propria identità alla propria comunità religiosa

  • Più di un terzo della comunità LGBTQA+ nasconde la propria appartenenza LGBTQA+  al lavoro per paura di discriminazioni.

  • Una persona LGBTQIA+ su cinque è stato oggetto di commenti o comportamenti discriminatori da parte dei colleghi di lavoro perché è LGBTQIA+.

  • Quasi una persona LGBTQIA+su cinque in cerca di lavoro ha dichiarato di essere stata discriminata a causa della propria identità durante la ricerca.

  • Due studenti LGBTQIA+ su cinque hanno nascosto la propria identità all’università per paura di discriminazioni.

  • Un terzo degli studenti LGBTQIA+ afferma di essere stato discriminato ed escluso da altri studenti perché LGBTQA+.

  • Due persone trans su cinque hanno subito un crimine d’odio a causa della loro identità di genere negli ultimi 12 mesi

  • Quattro persone LGBTQIA+ su cinque che hanno subito un crimine d’odio non lo hanno denunciato.

  • Una persona LGBTQIA+ su dieci ha subito online  abusi anti-LGBTQIA+ diretti nell’ultimo mese. Questo aumenta a uno su quattro per le persone trans.

  • Solo a un alunno su cinque LGBTQIA+ è stato parlato di sesso sicuro in relazione ai rapporti omosessuali

  • Quattro giovani trans su cinque sono autolesionisti, così come tre giovani lesbiche, gay e bisessuali su cinque.

  • Più di due giovani trans su cinque hanno tentato di togliersi la vita e uno su cinque studentesse lesbiche, gay e bisessuali.

  • 72 paesi criminalizzano le relazioni omosessuali (in 45 la legge viene applicata sia alle donne che agli uomini)

  • E’ prevista la pena di morte per persone LGBTQIA+ in 9 paesi.

  • La maggior parte dei governi nega alle persone trans il diritto di cambiare legalmente il proprio nome e sesso.

  • Tra il 2008 e il 2014, 1.612 persone trans sono state uccise in 62 paesi, equivalenti a un omicidio ogni due giorni.

  • Un quarto della popolazione mondiale crede che essere LGBTQIA+ dovrebbe essere considerato un crimine.

ECCO 10 COSE CHE PUOI FARE OGGI

  • Ascolta le storie di persone LGBTQIA+

  • Non tollerare alcun tipo di discorso di odio rivolto alla comunità LGBTQIA+.

  • Non ridere a battute discriminatorie rivolte alla comunità LGBTQIA+. 

  • Comprendi che il genere e la sessualità sono un viaggio. A volte qualcuno non è pronto a etichettarsi o non si sente adatto a termini generali come “gay” o “lesbica”. Non utilizzare una categoria a meno che non siano loro a auto identificarsi.

  • Informati e sostieni i disegni di legge pro diritti LGBTQIA+. Per esempio, conosci il DDL ZAN contro l’ omolesbotransfobia?

  • Esorta il governo a intraprendere azioni coraggiose e ambiziose per i diritti LGBTQIA+.

  • Non stereotipare. Non attribuire ruoli eteronormativi. Non fare domande come : Chi è la donna nella relazione?

  • Non usare definizioni come “il mio amico gay”. 

  • Inizia una conversazione sui diritti LGBTQIA+. Sensibilizza la tua famiglia e i tuoi amici.

  • Sii esplicito riguardo al tuo appoggio alla comunità LGBTQIA+. Per esempio, partecipa ai movimenti Pride.

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